Thriller

In nome di Dio

A incastrare il vescovo non furono i soldi rubati dal fondo per i poveri né la lussuosa villa romana costruita con essi o le tangenti offerte al sindaco per coprire l’intero malaffare.
Furono i graffi. Decine di graffi sulle pareti di una stanza segreta. Graffi di mani piccole e spaventate che cercavano scampo.

Qualcosa si muove tra gli alberi

Il maresciallo Schirra solleva lo sguardo. Qualcosa si è mosso tra gli alberi.
«Io dico che è stato un animale a ridurlo così,» ipotizza Bonna, analizzando il cadavere a pezzi.
«Eh, ma quale?» replica Verri. Le foglie secche del sottobosco scricchiolano come denti rotti. «Mica ci sono i leoni sulla Sila!»
«Maresciallo …?» lo chiama Bonna. «Maresciallo, va tutto bene?»
«C’è qualcosa lassù,» bisbiglia, «voi non lo sentite?»
Un istante dopo il bosco viene travolto da urla.

Scende la bara

Il funerale di Charlotte era terminato da un’ora, quando Charlotte riaprì gli occhi.

Sold out

«Aiuto!» urlava Hassan mentre le Guardie Nere accendevano le motoseghe.
«Italia dominatrix!» proclamò uno dei giovanotti, la stella nera tatuata sulla fronte.
Quando cominciarono a macellarlo, Hassan gridò così tanto da lacerarsi le corde vocali.
Dei centodieci spettatori qualcuno strillò, molti s’indignarono, le signore si coprirono gli occhi. Ma non si mosse nessuno.

Il rogo

Con nere volute si alzava il fumo dalle pire.
«La Parola di Dio vince di nuovo sul male!» dichiarò l’inquisitore alla folla.
«Hai sbagliato, prete,» sibilò una voce, tra le fiamme, «hai sbagliato di grosso.»
Di fronte a cento occhi sbarrati, la donna fluttuava nel fumo, i capelli furiosi come aspidi.
Un’ora dopo si spensero gli ultimi tizzoni. Sul villaggio, tra canti di corvi, regnava il silenzio.

Tredici sulla lista

– Quel lavoro dev’essere mio. – Giulio scorse rapidamente la lista dei candidati. Erano in tredici. – Costi quel che costi.

Piegò la lista e imbracciò il fucile di suo nonno.

La sarta

 

Le mani ossute della signora Meli, che avevano cucito e rammendato per trent’anni e per trent’anni avevano sfamato figli e marito, lasciarono il collo di quella puttana bionda, che ricadde sul letto, di fianco al signor Meli, ancora caldo.

 

Natale in casa Damasco

 

La signora Damasco servì il polpettone di Natale su una tavola imbandita a festa. Tra le candele rosse e le ghirlande, Guido e i bambini, sorridenti e scherzosi, mangiarono tutto.

Una volta sparecchiato, la cucina tirata a lucido, la signora Damasco mise a letto i bambini, raccattò gli avanzi in un piattino di plastica e salì in soffitta. Doveva sfamare l’altro suo figlio.

 

L’uomo con l’ascia

 

Quando l’uomo con l’ascia apparve nel corridoio, l’infermiera realizzò che l’unica via di fuga era quella buia finestrella graffiata dalla pioggia. Al quarto piano del manicomio.

 

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