Romantico

Fino al sole

Era l’aurora quando, tra i rami del grande albero, la farfalla nera vibrò per la prima volta le sue ali.
Incontrò la sua vasta famiglia e giocò con le sorelle per tutta la mattina.
Mentre giocava, una farfalla saggia gli offrì del nettare e gli narrò la leggenda della nascita del sole e di come aveva dato la vita alla Prima Farfalla.
La farfalla nera decise così di raggiungere il sole, per vedere com’era fatto e se fosse davvero tanto splendido. Cominciò a volare intorno al grande albero, sempre più su, verso il tetto verde della foresta infinita.
Per poco non rischiò di finire nella tela di un ragno, ma una farfalla rossa la avvertì appena in tempo. Era bellissima, con sfumature vive di sangue e fuoco.
Si amarono tra le rughe della corteccia del grande albero; poi lei volò via, con un ultimo bacio, a deporre le uova.
La farfalla nera riprese il suo viaggio. Presto i rami e le foglie si diradarono e apparve la vetta. La farfalla nera contemplò in silenzio l’Oceano verde della foresta e l’Oceano blu del cielo, che si abbracciavano senza fine tutto intorno a lei.
Lassù, il sole. Era ancora più splendido di quanto le leggende narravano.
La farfalla nera restò a osservarlo fino al tramonto, quando anche le sue forze iniziarono a svanire.
Si posò sulla foglia più alta del grande albero.
Sospirò. Chiuse gli occhi.
Pensò che la sua era stata una vita meravigliosa.

Anime gemelle

La donna della sua vita gli passò di fianco un bel sabato pomeriggio, mentre passeggiava lungo un viale alberato. Le foglie dei pioppi risplendevano al sole come giganti adorni di gioielli.
Lei lo sfiorò appena, camminando nella direzione opposta, i lembi delle loro giacche si scambiarono un bacio furtivo.
Lui, però, non si accorse di nulla, piegato com’era sul suo smartphone.
Proseguì la sua vita monotona e morì solo.
Fino all’ultimo continuò a chiedersi perché non avesse mai trovato l’anima gemella.

Tuailàit

Bella accarezzò la gelida pelle di Ed. – Trasformami. Voglio essere come te.
Ed inarcò un sopracciglio. – Intendi morta? Senza bere o mangiare per sempre? Osservando il mondo che conosci mentre lentamente si distrugge?
– Sì, – sospirò Bella, – perché ti amo.
Ed si alzò. – Finiamola qui.
– Cosa?! Ma perché?
– Perché sei stupida.
E Bella non rivide mai più il suo Ed.

Amore eterno

Il vampiro alzò il calice. – Cento di questi giorni, amore mio.
Dall’altra parte del lungo tavolo imbandito, lo scheletro gli sorrise coi denti marci.

Baciò la sua petrosa Itaca Ulisse

«E quando tornerai,» sussurrò Penelope, «sarà come se non fossi mai partito.»
Il mare s’increspò, come lenzuola bianche e azzurre tra le gambe di due amanti. Lei lo guardò, seria e perduta. Con le dita si riavviò dietro l’orecchio una ciocca ribelle. «Io sarò qui.»
Penelope restò, mentre lui andava, la nave salpava e svaniva all’orizzonte; restò, immobile e silenziosa, un fantasma azzurro sulla riva di sassi bianchi, i riccioli neri nella furia del vento.

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