«Oh, mio principe,» esclamò Ofelia, chiusa nella gabbia, «siete giunto a salvarmi!»
«Cobra?» urlò Eustachio, guardando sul fondo dell’abisso, su cui pendeva la gabbia.
«Come?»
«M-mi spiace, non ce la faccio a salvarvi, cioè, capite? Cobra!»
Ofelia lo fissò: la delusione la gelò, si mutò in rabbia, infine si solidificò in determinazione.
«Lanciatemi la spada.»
Eustachio obbedì. Ofelia, che nella noia aveva studiato la serratura della gabbia, la frantumò in un sol colpo e con un balzo lo raggiunse.
«Siete salva, Madonna! Prendo il cavallo!»
Lei inarcò un sopracciglio e, senza proferir parola, se ne andò a piedi.