Mystery

Ergo sum

Quando Giulio si cancellò da Facebook, i suoi amici smisero di chiamarlo e pian piano si dimenticarono di lui, finché una sera d’agosto, in lacrime davanti allo specchio, non si dissolse del tutto.

Monscelestus

Nel 141 a. C. un villaggio di Piceni fu teatro di una carneficina: in preda a una follia collettiva ogni madre uccise i propri figli. Tutti. Una, avendone sette, impiegò un intero pomeriggio ad annegarli nel fiume. I padri osservarono tutto in uno stato di catalessi.
Nessuno riuscì mai a darsi una spiegazione, ma quel luogo assunse il nome di Mons scelestus, monte scellerato.
Passarono i secoli, la storia divenne una spaventosa fiaba del dopocena e tutti dimenticarono.
Oggi a Monceleste abitano circa duecento famiglie.

La neve di Mosca

Natasha morì di polmonite nel 1833. La contessa Novojna l’aveva fatta attendere ore sotto la neve, perché lei era una contadina e nella villa era in corso un ballo: mica poteva spaventare gli ospiti!
Sessant’anni dopo, in un ricco letto la vecchia contessa esalava i suoi ultimi respiri; aveva la tubercolosi.
Una mattina fu trovata impiccata all’architrave della porta della sala da ballo.
Nessuno seppe mai come arrivò fin là, debole com’era.
Alle sei le cameriere avevano notato delle impronte di piedi umidi sul pavimento, fin sotto il cadavere.
All’arrivo degli investigatori erano già scomparse. Sciolte come neve.

Hanno appeso il Duce

Vittorio decise di sfregiarsi con l’acido quel viso che per vent’anni, in segreto, aveva condiviso col fratello Benito, insieme al potere e alla gloria.

Nessuno sapeva. Nessuno avrebbe saputo.

Il castello dei Glenn

Gloucester, 10 novembre 1999: il giovane dottor Glenn svanisce all’interno del castello di famiglia, senza lasciare la minima traccia, proprio come suo padre e suo nonno, scomparsi nel ‘68 e nel ‘37.

Hitler provava i discorsi allo specchio

Adolf Hitler ebbe sei amanti. Si uccisero quasi tutte.
«L’ho visto,» lasciò scritto Geli Raubal in un diario, «ho visto il suo vero aspetto!»
Unity Mitford, rimasta invalida dopo essersi sparata, ripeteva sempre: «Non è di questo mondo.»
Eva Braun aveva confidato a un’amica di non riuscire più a dormire. «Si stava specchiando e io l’ho visto!». Pochi giorni dopo si sparò un colpo in gola.

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