A incastrare il vescovo non furono i soldi rubati dal fondo per i poveri né la lussuosa villa romana costruita con essi o le tangenti offerte al sindaco per coprire l’intero malaffare.
Furono i graffi. Decine di graffi sulle pareti di una stanza segreta. Graffi di mani piccole e spaventate che cercavano scampo.