Drammatico

La mano sospesa

«Sono lesbica» esclamò l’attrice sullo schermo.
La mano di Angela si bloccò, congelata a pochi millimetri dalla bocca.
Laura Tolmin, la sua diva. Anche lei.
E se lo era lei, così bella e famosa, così stimata da tutti, allora forse…
«Ai miei fan vorrei dire che se amici e genitori oggi non vi capiscono, vi capiranno in futuro. Io ci sono passata ed eccomi qui: ce la potete fare anche voi»
…forse era possibile vivere.
Si alzò dal letto, andò in bagno e buttò le pillole nello scarico. Non riusciva a credere di sentirsi così meglio.

In nome di Dio

A incastrare il vescovo non furono i soldi rubati dal fondo per i poveri né la lussuosa villa romana costruita con essi o le tangenti offerte al sindaco per coprire l’intero malaffare.
Furono i graffi. Decine di graffi sulle pareti di una stanza segreta. Graffi di mani piccole e spaventate che cercavano scampo.

Anime gemelle

La donna della sua vita gli passò di fianco un bel sabato pomeriggio, mentre passeggiava lungo un viale alberato. Le foglie dei pioppi risplendevano al sole come giganti adorni di gioielli.
Lei lo sfiorò appena, camminando nella direzione opposta, i lembi delle loro giacche si scambiarono un bacio furtivo.
Lui, però, non si accorse di nulla, piegato com’era sul suo smartphone.
Proseguì la sua vita monotona e morì solo.
Fino all’ultimo continuò a chiedersi perché non avesse mai trovato l’anima gemella.

Ergo sum

Quando Giulio si cancellò da Facebook, i suoi amici smisero di chiamarlo e pian piano si dimenticarono di lui, finché una sera d’agosto, in lacrime davanti allo specchio, non si dissolse del tutto.

In fondo al corridoio

Quando si assicurò che il figlio avesse smesso di respirare, Clara tornò a tavola.
– So che vai a letto con mia sorella, – avrebbe detto al marito, servendogli la carne. E quando lui si sarebbe alterato e l’avrebbe minacciata, la vendetta sarebbe già stata consumata nella culla in fondo al corridoio.

Sold out

«Aiuto!» urlava Hassan mentre le Guardie Nere accendevano le motoseghe.
«Italia dominatrix!» proclamò uno dei giovanotti, la stella nera tatuata sulla fronte.
Quando cominciarono a macellarlo, Hassan gridò così tanto da lacerarsi le corde vocali.
Dei centodieci spettatori qualcuno strillò, molti s’indignarono, le signore si coprirono gli occhi. Ma non si mosse nessuno.

Storia di una madre snaturata

Mentre la trascinavano all’altare, Elena capì che mai avrebbe potuto amare sua figlia: ancor prima di nascere, l’aveva già inchiodata alla vita.

E mai la amò. Né amò altri, soprattutto se stessa.

Partigiane

Un giorno intero pianse la madre dietro mute finestre. Irma, dal selciato, la fissava senza occhi.

What if

La sedicenne Ijaba fu trovata morta nel folto della giungla congolese, non lontana dal suo villaggio. L’avevano prima stuprata, poi uccisa a sassate. Poco più in là, il vento spaginava uno sgualcito depliant su un corso per infermieri.

Bruciava l’eretico

Bruciò l’eretico e, mentre il fumo lo soffocava, si chiese perché lo stessero bruciando, se per odio o per paura. Che poi, pensò, sono in fondo la stessa.
Quando quell’ultimo dubbio volò via, un altro rogo venne appiccato poco distante.
Qualcuno suonava a festa.

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