Classici

Orto degli Ulivi

«Così stasera morirai.»
Giovanni scrutò il suo Maestro. Stava nascondendo le lacrime, lo sapeva bene.
«È così che deve andare.» La notte s’insinuava tra le fronde degli alberi. «Solo così potrò salvarvi tutti.»
«Morendo?» scoppiò in lacrime Giovanni. «E io che farò?»
Il Maestro gli prese la mano. «Tu vivrai nell’unico modo in cui ognuno dovrebbe vivere.» Passi metallici invasero il giardino. «Senza di me.» Dei fuochi brillarono sempre più vicini. «È questo il mio ultimo insegnamento. Vivere …»
Bisbigli dietro l’angolo.
«… senza di me.»

Canta l’allodola

Lenta, verso l’altare, nel suo abito bianco. Lo sposo la aspettava raggiante in fondo alla navata.
Poi Giulietta aprì gli occhi. Il soffitto del mausoleo era grigio e freddo.
Alla sua destra, un rantolo.

Nativity

«Amore, ma sicura di voler viaggiare?»
«In che senso?»
«Beh, nelle tue condizioni …»
«Oh, sono incinta, mica malata!»
«Ma il tempo ti scade tra poco, se poi …?»
«Cielo, la vuoi smettere di fare il maschio dominante? Solo perché sono incinta non posso viaggiare? Vuoi anche mettermi il velo magari?»
«No, amore, no, ci mancherebbe. Solo una cosa: sicura che non sia meglio prenotare l’albergo?»
«Oh, che noia! Quanto sei borghese! E poi chi vuoi che vada a Betlemme in questo periodo?»

Cristallo

Ora riuscirò a calzarla quella dannata scarpetta, ghignò Genoveffa, cesoie in mano, mentre l’ultimo dito rotolava a terra, insieme agli altri nove.

Baciò la sua petrosa Itaca Ulisse

«E quando tornerai,» sussurrò Penelope, «sarà come se non fossi mai partito.»
Il mare s’increspò, come lenzuola bianche e azzurre tra le gambe di due amanti. Lei lo guardò, seria e perduta. Con le dita si riavviò dietro l’orecchio una ciocca ribelle. «Io sarò qui.»
Penelope restò, mentre lui andava, la nave salpava e svaniva all’orizzonte; restò, immobile e silenziosa, un fantasma azzurro sulla riva di sassi bianchi, i riccioli neri nella furia del vento.

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