Spalancò gli occhi. Il ghiaccio ancora gli scottava le braccia.
«Ecco, ci siamo, segna i dati,» dettò qualcuno alle sue spalle.
«Buongiorno, signore.» Una donna apparve nel suo campo visivo, indossava un camice bianco di plastica traslucida e un’insolita pettinatura a piramide. «Bentornato tra noi.»
«… dicembre 2066, Reykjavìk, … meno ventisei gradi centigradi … »
«Riesce a pronunciare il suo nome, signore?»
«Walt,» biascicò frastornato l’uomo nella capsula, «Walt Disney.»