Il Gioco del Mondo fu inventato da un filosofo del Catai: il giocatore disponeva di milioni di forme geometriche e doveva farle combaciare tutte. Esisteva un’unica soluzione, ma nessuno riusciva a trovarla.
Il Gran Khan promise il suo regno a chi avesse risolto il rompicapo. Tutto vano.
In punto di morte, però, ebbe un’illuminazione: «E se non ci fosse soluzione? Se il Gioco del Mondo fosse solo un vortice di incompatibilità e disperazione – forme che si cercano e si lasciano, senza mai ritrovarsi? Qualcuno ci ha mai pensato? Sarebbe il gioco perfetto.»
Morì e il quesito restò insoluto.