Archive for March, 2015

Vita e morte di Ginetta

Ginetta aveva sempre desiderato un abito rosso, si sarebbe intonato benissimo al suo incarnato.
Ma a Piedicolle dicevano che era un colore sconveniente e i negozi non ne avevano.
Ginetta visse e morì a Piedicolle con questo rimpianto. Non seppe mai che poco più in là, a Gramporto, vendevano abiti di ogni colore e sfumatura.
Semplicemente visse e morì a Piedicolle.

Il professor Martini ottiene il ruolo

«Pronto, parlo col professor Martini?»
«Sono sua moglie, Edmondo è deceduto la settimana scorsa.»
«Condoglianze! Volevamo comunicargli che aveva ottenuto il ruolo, l’indeterminato.»
«Che siate maledetti! Gli avete fatto fare una vita da precario!»
«Senta, noi facciamo solo il nostro lavoro.»
«Noi?»
«Gli uffici. Sa quant’è difficile coordinarci tutti?»
«Ma la vita delle persone …!»
«Ah, la vita delle persone. Cosa conta la vita delle persone? Un buono Stato deve avere una buona burocrazia, no?»
«Io … io …!»
«Io, io, sempre io! Impari a rispettare lo Stato!»
«Ma …!»
«Arrivederci … roba da matti!»

Bruciava l’eretico

Bruciò l’eretico e, mentre il fumo lo soffocava, si chiese perché lo stessero bruciando, se per odio o per paura. Che poi, pensò, sono in fondo la stessa.
Quando quell’ultimo dubbio volò via, un altro rogo venne appiccato poco distante.
Qualcuno suonava a festa.

Orto degli Ulivi

«Così stasera morirai.»
Giovanni scrutò il suo Maestro. Stava nascondendo le lacrime, lo sapeva bene.
«È così che deve andare.» La notte s’insinuava tra le fronde degli alberi. «Solo così potrò salvarvi tutti.»
«Morendo?» scoppiò in lacrime Giovanni. «E io che farò?»
Il Maestro gli prese la mano. «Tu vivrai nell’unico modo in cui ognuno dovrebbe vivere.» Passi metallici invasero il giardino. «Senza di me.» Dei fuochi brillarono sempre più vicini. «È questo il mio ultimo insegnamento. Vivere …»
Bisbigli dietro l’angolo.
«… senza di me.»

Il rogo

Con nere volute si alzava il fumo dalle pire.
«La Parola di Dio vince di nuovo sul male!» dichiarò l’inquisitore alla folla.
«Hai sbagliato, prete,» sibilò una voce, tra le fiamme, «hai sbagliato di grosso.»
Di fronte a cento occhi sbarrati, la donna fluttuava nel fumo, i capelli furiosi come aspidi.
Un’ora dopo si spensero gli ultimi tizzoni. Sul villaggio, tra canti di corvi, regnava il silenzio.

.