Archive for January, 2015

Rosaspina

Il principe arrivò alla torre più alta. Con ardore spalancò la porta.
Un tanfo di fogna lo travolse come una pestilenza, un misto di vecchiume, liquami e sudore. La vecchia Rosaspina giaceva su un lurido letto, circondata da decine di topi, che all’arrivo del principe guizzarono sotto il letto e dentro le sue vesti.
Il ragazzo si portò una mano alla bocca. «Ma svegliati da sola, porca miseria, sto per vomitare.» Tossì e chiuse la porta.
I ratti tornarono sul letto a banchettare.

Oltre i cancelli

Dawid si sentì chiamare tra la folla di uniformi a righe.
Alle sue spalle i camini affamati fumavano ancora.
Scrutò tra la gente, volti di bambole stravolte, e il suo sguardo s’aprì in un sorriso. E fu come se il Campo non fosse mai esistito e la paura e la morte fossero solo incubi lontani; come se tutto il mondo potesse raccogliersi nel dolce nome della donna rasata che in lacrime gli correva incontro: «Klara!!!»

Canta l’allodola

Lenta, verso l’altare, nel suo abito bianco. Lo sposo la aspettava raggiante in fondo alla navata.
Poi Giulietta aprì gli occhi. Il soffitto del mausoleo era grigio e freddo.
Alla sua destra, un rantolo.

Il televoto

L’infermiera salutò la signora M.: «Buongiorno, come andiamo oggi? Ho le risposte del televoto, sa?»
La signora M. cercò di alzarsi, intontita dagli antidolorifici. «Oh, mi dia buone notizie.»
L’infermiera strinse le labbra in una fessura. «Purtroppo il popolo sovrano ha votato per il no: operare il suo tumore costa troppo.»
«Ma … ma come?»
«Inoltre lei ha fumato per anni, un po’ se l’è cercata.»
«E mi lascerete morire qui?» singhiozzò la signora M.
L’infermiera la fissò con un sorriso gelido. «È stato un piacere averla qui con noi.»
«Aspetti! Aspetti!!! No!!!»
Solo silenzio. Niente più.

La grande fame

«Pronto, Livia, sono Angela.»
«Ciao, ciccia, dimmi tutto.»
«Volevo sapere se hai visto in giro Sandro, non mi risponde da stamattina.»
Nel silenzio del bosco, Livia osserva l’ammasso di carne masticata distesa al suo fianco.
«Sei troppo gelosa, Angela, prima o poi ti lascerà!»
«Sì, ma …»
«Starà dormendo! Stai tranquilla! Guarda, se lo becco in giro gli dico di chiamarti, ok?»
«Mmm, ok, fammi sapere.»
«Promesso. Un baciotto!»
Livia chiude la telefonata. Si pulisce il sangue dalla bocca, che nel frattempo è tornata umana. Ricomincia a scavare.

L. alla ricerca di Dio

L. aveva attraversato mari e monti per compiere quell’impresa sovrumana: trovare Dio.
Settimane dopo, giunto ai piedi del monte Sinai, che già pregustava il profumo dell’alloro, alzò lo sguardo e proclamò: «Eccomi, sono L., e farò ciò che nessun uomo …!»
Un fulmine lo colpì in pieno.
Nel frattempo tra le cime del Sinai, nel cuore della sua astronave aliena, Dio se la rideva di cuore. «Un’impresa è sovrumana che resterà tale!»

A14

Bloccato nella lunghissima fila, ripensò a quando era cominciata. «Strano,» pensò tra sé. Nuvole di fuoco e zolfo incendiavano l’aria. «Non me lo ricordo.»

Il Periplo di Stigius

Il Mare di Ferro è così vasto che una volta entrati si finisce per vagare in eterno.
Una volta esisteva un libro, il Periplo di Stigius, che indicava la giusta rotta per attraversarlo. Purtroppo fu bruciato nel 412 a.S. dai Chierici delle Selve, contrari per dogma alla navigazione.
Ormai i dispersi – e probabili morti – tra quei flutti d’acciaio ammontano a diecimila.

Il giorno dopo

Quando, privo di forze, l’ultimo zombie crolla a terra, il silenzio avvolge la Terra. Il giorno dopo, qua e là, gli alberi ricominciano a bisbigliare.

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