Archive for October, 2014

Un altro Martini

«In fondo è stata una vita lunga e intensa,» sorrise mr. Karbas. Allungò il bicchiere al cameriere. «Un altro, per favore.»
«Non avrai bevuto troppo?» insinuò sua moglie.
«Questo è un giorno memorabile, va celebrato come si deve.»
Il cameriere versò il Martini, il liquido gorgogliò sopra i cubetti di ghiaccio in rapide volute trasparenti.
Mr. Karbas poggiò la testa allo schienale, ammirando il sole che, al di là del vetro, si espandeva divorando tutti i suoi pianeti.
«Addio, vecchia mia,» sollevò il bicchiere, quando il fuoco raggiunse la Terra, «non ti dimenticheremo mai. Ovunque saremo.»

La lettera

Negli ultimi trent’anni la vecchia signora Ling usciva di casa ogni mattina, attraversava lentamente il cortile e controllava la cassetta della posta. Poi, con un sospiro deluso, rientrava a mani vuote.
Un giorno la sua vicina, la signora Xue, non la vide sbucare dal portone; preoccupata, andò a controllare. Trovò il corpo dell’anziana disteso sul divano, i capelli bianchi raccolti in due bande ai lati del viso. Sul pavimento erano sparse alcune pillole.
Sconvolta, corse fuori a chiamare aiuto.
In quel momento vide il postino: accostava al cancello della signora Ling con una busta bianca in mano.

Hitler provava i discorsi allo specchio

Adolf Hitler ebbe sei amanti. Si uccisero quasi tutte.
«L’ho visto,» lasciò scritto Geli Raubal in un diario, «ho visto il suo vero aspetto!»
Unity Mitford, rimasta invalida dopo essersi sparata, ripeteva sempre: «Non è di questo mondo.»
Eva Braun aveva confidato a un’amica di non riuscire più a dormire. «Si stava specchiando e io l’ho visto!». Pochi giorni dopo si sparò un colpo in gola.

Aïrendill: il mostro, l’eletto e la spada serafica

Al suono del campanello, Simone scolò velocemente la pasta e andò ad aprire.
«Oh, finalmente ti ho trovato,» sospirò la tizia sulla porta, pelle candida e abiti assurdi, «sei tu, l’eletto di cui parlano le Scritture Yoæmbåra, colui che salverà Aïrendill dall’antico Divoratore, brandirai la spada serafica di Lauhţrødonn e allora …»
«No, non sono credente,» e chiuse la porta.
Fu così che il mondo di Aïrendill fu divorato dal mostro Gokasxapi e i suoi abitanti sterminati.
La pasta di Simone invece era ancora al dente, per fortuna. Poco sale, magari. Ci stava bene anche un po’ più d’olio.

Cristallo

Ora riuscirò a calzarla quella dannata scarpetta, ghignò Genoveffa, cesoie in mano, mentre l’ultimo dito rotolava a terra, insieme agli altri nove.

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